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Prevenire e curare anche senza farmaci, quali evidenze scientifiche?

Luogo: Verona - Sestri Levante GE
Data Inizio: 01.12.2018
Data Fine: 17.03.2019
Telefono: 335 5647629
E-mail: deceglia.mariaelena@gmail.com

Prevenire e curare anche senza farmaci, quali evidenze scientifiche?

Organizzato da: Maria Elena De Ceglia

Condotto da: Maria Elena De Ceglia, Susanna Morgante

Numero di ore riconosciute: 24

Luogo di svolgimento: Verona - Sestri Levante GE

Organizzatore del corso 
Ragione sociale:
Fondazione Yoga - Associazione culturale senza scopo di lucro
indirizzo: Via Nazionale 391 Sestri Levante (Genova)

siti web:
• www.facebook.com/anchesenzafarmaci/ • www.fondazioneyoga.org

Contatti:
 MARIA ELENA de CEGLIA - 
Linkedin: Maria Elena de Ceglia
  E-mail:
- fondazioneyoga2006@yahoo.it
- anchesenzafarmaci@gmail.com



Introduzione: tema e importanza del progetto formativo.


Al giorno d’oggi abbiamo sempre più bisogno di una medicina integrata in grado di fornire indicazioni sulla salute in modo globale. Viceversa, sono sempre più di frequente denunciati i rischi, nella società occidentale, di una iper-medicalizzazione, con fenomeni di “over-diagnosi” ed eccessivo interventismo (abuso di farmaci, interventi chirurgici non giustificati, trattamento medico di patologie che non compromettono in realtà la durata né la qualità di vita delle persone e addirittura medicalizzazione di condizioni assolutamente fisiologiche come ad esempio il parto o la menopausa.
Con i nostri seminari “Prevenire e curare anche senza farmaci”, gestiti da un medico (Susanna Morgante, internista e neurologa, esperta in promozione della salute) e da un’insegnante di yoga (Maria Elena de Ceglia, ingegnere biomedicale – v. sotto i rispettivi curricula) vogliamo condividere alcune conoscenze mediche scientifiche insieme ad una parte esperienziale, basata sulla pratica yoga, utili per questo nuovo modo di fare prevenzione.
Abbiamo infatti sviluppato una riflessione critica sulla medicina ufficiale, sull'abuso di farmaci, sulla possibilità di un approccio alla salute basato sulla prevenzione e sulle tecniche corporee ed olistiche più che sulla terapia farmacologica e sull’intervento medico come viene comunemente inteso in occidente.
Riteniamo cruciale, infatti, la presa in carico consapevole della salute da parte di ciascuno di noi, invece di delegarla in toto agli specialisti e al sistema sanitario. Non escludiamo l'utilizzo della medicina "ufficiale" ma crediamo in un approccio integrato in cui sia la persona a scegliere consapevolmente in modo informato ed auto centrato.



Obiettivo generale
:

L'obiettivo del corso di formazione è fornire all'insegnante conoscenze scientifiche aggiornate ed una maggiore consapevolezza sugli studi scientifici riguardanti l'efficacia dello yoga e delle tecniche olistiche correlate per la salute dell'individuo.



Obiettivi specifici
:

1. Conoscere le principali evidenze scientifiche attualmente disponibili riguardanti i benefici dello dello yoga e pratiche correlate, ed acquisire alcune conoscenze di base sulle patologie che maggiormente possono risentire dei suoi effetti positivi, sia in termini di prevenzione che di cura. Questo allo scopo di poter meglio informare e motivare i praticanti cui l’insegnamento si rivolge.

2. Aumentare la consapevolezza degli insegnanti di yoga e dei loro allievi sui rischi di un’eccessiva medicalizzazione.

3. Condividere con i praticanti anche altri aspetti riguardanti lo stile di vita sano, in modo da facilitare il loro percorso verso una maggiore attenzione alla salute e al benessere psicofisico anche nella vita di tutti i giorni.

4. Acquisire alcune conoscenze di base sulle patologie eventualmente già presenti nei praticanti e su eventuali precauzioni per praticare in sicurezza.


Metodologia formativa utilizzata

Aree della formazione
.
- metodologia della ricerca e evidenze scientifiche sullo yoga e discipline affini 
2.
- teoria e pratica dello yoga
.
- psicologia e integrazione mente-corpo
.
- comunicazione.


Poiché crediamo nell’importanza di una visione che integri saperi yogici tradizionali ed evidenze scientifiche, ogni sessione del corso consisterà in una parte teorica e una pratica (stretching, asana, mantra, meditazione, sequenza di rilassamento di yoga nidra ecc.).
Il corso vuole infatti fornire agli insegnanti di yoga e meditazione una visione clinico – scientifica degli studi recenti più autorevoli che confermano l'efficacia dello yoga per la salute dell'individuo. L'argomento, pur essendo complesso, verrà affrontato in termini idonei ad una platea di non sanitari e consentirà all'insegnante di yoga di dare maggiore impatto al lavoro che affronta quotidianamente con costanza e dedizione.

La parte teorica verterà sul tema specifico trattato in ciascun modulo – v. avanti. Successivamente verrà eseguita una sessione pratica che consentirà di portare maggiore consapevolezza su quanto trattato precedentemente e permetterà agli insegnanti di fornire agli allievi indicazioni anche per semplici asana da praticare individualmente, se possibile con cadenza quotidiana.
Lavorare su entrambi i versanti, cognitivo e delle abilità corporee, risulta infatti fondamentale per mantenersi in salute e per affrontare in modo consapevole ed efficace eventuali patologie già presenti. Una formazione responsabile (che integri le conoscenze yogiche tradizionali con le acquisizioni della medicina “evidence-based”) richiede infatti di trasmettere agli allievi informazioni teoriche e contemporaneamente di lavorare in modo esperienziale sul corpo.
E’ ormai riconosciuta l’importanza del corpo nella genesi delle patologie psico-somatiche; anzi, nel nostro approccio, possiamo affermare che pressoché tutte le malattie si possono definire “psico- somatiche”, nel senso che l’unità mente-corpo lavora sempre in modo integrato. Ad esempio non si può parlare di salute o patologie a carico di cuore, sistema nervoso, apparato osteo-muscolare senza tener conto dell’unità mente-corpo e di come ormoni, neuro-mediatori e connessioni nervose regolino e integrino l’attività di tutti gli organi e apparati del corpo o, per meglio dire, della intera persona, inserita nella rete di relazioni e nell’ambiente in cui vive.
Lo yoga e la meditazione rappresentano da questo punto di vista strumenti molto potenti, la cui efficacia è ormai riconosciuta anche dalla medicina ufficiale occidentale - v. sotto a questo proposito l’ampia bibliografia, che rappresenta tuttavia solo una minima parte di tutte le ricerche pubblicate quotidianamente sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali.
Inoltre lo yoga può utilmente essere integrato con l’apprendimento di stili di vita globalmente sani (alimentazione, esercizio fisico e così via) e l’insegnante può giocare un ruolo insostituibile nel fornire motivazione oltre che corrette informazioni sulla salute e sull’importanza di farsene carico in modo consapevole. Risulta quindi chiaro quanto sia indispensabile che l’insegnante sia in possesso a sua volta di corrette informazioni (non solo sullo yoga tradizionale e sulla meditazione ma anche sulle recenti acquisizioni scientifiche che li riguardano) ed abbia/acquisisca “skills” o abilità relative alla comunicazione e quindi alla trasmissione corretta di queste conoscenze.



Contenuti
:

Lo yoga e gli stili di vita come pratica a supporto della salute.

E’ ormai riconosciuto anche dalla scienza medica occidentale che lo yoga gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione delle principali patologie del nostro tempo, e che può addirittura essere un potente coadiuvante anche quando la malattia si è già manifestata. Non stiamo parlando solo di problemi specifici come stress, insonnia o mal di schiena. Se l’essere umano è un’unità psiche soma, interventi basati su tecniche corporee e/o sulla meditazione possono influenzare potentemente le difese immunitarie e più in generale lo stato di salute globale della persona.
Viceversa lo stato di salute fisica, il modo in cui mangiamo, l’attività fisica sono fattori cruciali per il benessere mentale e per la prevenzione e cura dei sintomi ansiosi e depressivi, ma non solo. Circa un terzo delle morti premature totali e un terzo di quelle per cancro dipendono da cattiva alimentazione, sedentarietà e sovrappeso; la sedentarietà riduce l'aspettativa di vita mediamente di 4 anni e anche praticare attività fisica al di sotto dei livelli raccomandati (almeno 30 minuti 5 volte alla settimana per gli adulti) ha un effetto comunque benefico – all’incirca 3 anni in più di vita.
L’American College of Sports Medicine afferma ad esempio che attività come il tai chi, il qigong e lo yoga sono importanti per potenziare capacità motorie come la resistenza e la flessibilità. Queste attività sono particolarmente utili per gli anziani in quanto migliorano l’equilibrio, aumentano la forza muscolare e riducono il rischio di cadute.
Inoltre, secondo i dati scientifici attualmente disponibili, si stima che fino al 90% delle visite mediche venga effettuato per disturbi in qualche modo correlati allo stress. Nei paesi occidentali la vita è diventata ormai, quasi per tutti, una corsa ininterrotta costellata di eventi stressanti, di frustrazione e di perdita del contatto con tutto ciò che rigenera le nostre energie (il movimento, il rilassamento, il contatto con la natura, il tempo disponibile per coltivare le relazioni con chi ci è caro...).

In questo contesto, yoga e meditazione diventano strumenti preziosi per imparare a rallentare e ad entrare in contatto con il nostro vero Sè. E questo significa salute fisica oltre che mentale. Si potrebbe affermare che lo yoga è pressoché l’unico strumento di cui disponiamo in grado di stimolare la forza, l’equilibrio (non solo fisico...), la flessibilità e al contempo di rilassare la mente, riducendo la pressione delle scadenze quotidiane (problemi relazionali, finanziari, conflitti, eterna fretta...) ed il chiacchiericcio continuo, spesso ricolmo di auto-denigrazione e auto-critica, che la scienza yogica tradizionale chiama immaginificamente “la mente scimmia”. Si può affermare che nessun trattamento farmacologico sia altrettanto efficace, e contemporaneamente altrettanto esente da effetti collaterali-. Gli effetti dello yoga sono descritti e analizzati ormai in numerosissimi studi, pubblicati su riviste di settore ma anche su autorevolissime fonti scientifiche della medicina ufficiale occidentale: ad es. revisioni Cochrane, JAMA, Arch Intern Med, Annals Intern Med, Am J Occup Ther, Cancer Control, Diabetes Care, J Clin Oncology.




Le patologie che possono trarre beneficio dallo yoga, sia in termini di prevenzione che di cura, sono numerosissime:
   

•    mal di schiena
  
•    insonnia 
   
•    ansia, sindrome ansioso-depressiva
   
•    osteoporosi, cadute dell’anziano, fratture
   
•    sindrome metabolica, diabete, ipertensione, obesità e sovrappeso
   
•    disturbi correlati alla menopausa 
   
•    disturbi cognitivi, perdita di memoria, fino alle forme più gravi di demenza
   
•    riduzione degli indici di infiammazione e/o stress 
  
•    riabilitazione in pazienti con ictus cerebrale 
   
•    riduzione dei sintomi in malattie in stadio avanzato: tumori ma anche sclerosi laterale amiotrofica, broncopneumopatia cronica ostruttiva, AIDS ecc. 




E l’elenco potrebbe continuare; studi preliminari sembrano indicare che lo yoga potrebbe essere utile anche in persone che soffrono di emicrania, sclerosi multipla, malattie infiammatorie intestinali, fibromialgia e ADHD.

Temi specifici trattati nel corso 

Forniamo qui, a titolo di esempio, qualche spunto di approfondimento su alcuni dei temi specifici che verranno trattati nell’ambito del corso. 




Stress

Il termine stress è stato coniato da Hans Selye, un medico che lavorò a Montreal alla "McGill University". I suoi esperimenti consistevano nel praticare a dei ratti delle iniezioni, esporli a temperature molto elevate o basse, rumori forti o agenti patogeni; su questi animali riscontrò ulcere gastriche, atrofia del sistema immunitario, ingrossamento del surrene. I sintomi sembravano una risposta dell'organismo ad un fattore esterno perturbante. Il termine stress viene dalla fisica ed indica lo sforzo o la tensione a cui è sottoposto un materiale; Selye lo impiegò per indicare la "risposta non specifica dell'organismo a ogni richiesta effettuata ad esso e proveniente dall’ambiente". 
Di per sé lo stress non è negativo. I problemi nascono quando questi stimoli sono troppo intensi, prolungati o inadeguati e causano modifiche persistenti nel sistema-organismo con una attivazione sproporzionata del sistema nervoso simpatico e dell’asse ipofisi-surrene con iper produzione di cortisolo e disregolazione dei ritmi circadiani (ad esempio alternanza cortisolo-melatonina rispettivamente nelle ore diurne e notturne). 
Una parte del nostro sistema nervoso, denominato “sistema nervoso autonomo” (cioè involontario), è suddiviso in due parti: simpatico e parasimpatico. Il primo si attiva in risposta ad un pericolo o a una situazione stressante, attivando la cosiddetta risposta “attacca o fuggi”, che prepara il corpo a combattere oppure a sottrarsi al pericolo con la fuga. In queste condizioni la pressione arteriosa aumenta, il ritmo cardiaco accelera e viene rilasciato glucosio nel sangue. Il parasimpatico ha effetti opposti e si attiva generalmente in condizioni di riposo, sonno, rilassamento o con la digestione. Al giorno d’oggi, lo stress protratto, l’eccesso di informazioni e di rumore, la fretta e l’utilizzo continuo di apparecchiature elettroniche produce molto spesso un’iper-attivazione del sistema nervoso simpatico portando a lungo andare ad un’alterazione dello stato di salute, sia fisico che psicologico. 
Praticare yoga riduce la risposta simpatica, con i suoi effetti negativi, e tende ad attivare il sistema parasimpatico inducendo uno stato di rilassamento. Una singola sessione di yoga di 90 minuti può inoltre abbassare i livelli di cortisolo, un ormone che è coinvolto nella risposta da stress.
Lo yoga stimola anche il nervo vago che, inducendo un’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, regola le principali funzioni corporee (respiro, frequenza cardiaca, digestione, capacità di essere presenti e consapevoli dell’esperienza presente). Ciò facilita la gestione dello stress ed aumenta la capacità di risposta agli eventi negativi. Quando il tono vagale è alto il cuore e il respiro rallentano, la digestione migliora, l’umore si stabilizza. Lo yoga aumenta appunto il tono vagale.


Infiammazione e difese immunitarie
Lo yoga riduce l’infiammazione. Uno stato protratto di infiammazione può essere dannoso e facilita a lungo andare patologie come il diabete, i tumori e le patologie cardiovascolari. Una metanalisi del 2014, che riuniva i dati di 34 studi su metodiche di integrazione corporea (come lo yoga e la meditazione), ha evidenziato nei praticanti una riduzione dei marker di infiammazione.
Inoltre lo yoga stimola le difese immunitarie. Uno studio del 2015 ha evidenziato come 12 settimane di pratica (una classe di 90 minuti alla settimana e 40 minuti di pratica individuale quotidiana) abbiano rafforzato il sistema immunitario e aumentato i livelli di sostanze anti-ossidanti naturali dell’organismo.3 Gli anti-ossidanti neutralizzano i radicali liberi che possono danneggiare il DNA e le cellule e provocare l’insorgenza di malattie.
Esiste uno stretto legame tra la mente e il corpo, di tipo bidirezionale: le emozioni e lo stress psichico agiscono sulla salute fisica e, a sua volta, la salute fisica influenza la psiche. Il sistema immunitario è molto reattivo e ha una fitta e profonda comunicazione con la psiche e gli altri sistemi dell’organismo. Un soggetto molto stanco o con morale basso tenderà ad ammalarsi più facilmente e ad andare incontro ad infezioni ricorrenti oppure a sviluppare disturbi molto frequenti negli stati di stress, come l’herpes labiale o altre patologie associate ad un sistema immunitario compromesso.
Lo yoga inoltre riduce la risposta infiammatoria cronica dell’organismo ad una molteplicità di fattori interni (stress, disagio psicologico) ed esterni (alimentazione scorretta, pesticidi, inquinanti ambientali ecc.). In condizione di stress, l’organismo attiva risposte che, tramite il sistema immunitario, danno inizio a una serie di eventi neuroendocrini: si attivano ormoni quali adrenalina e cortisolo. Questa risposta dell’organismo, se dura poco e si limita ad una fase acuta, ha un effetto positivo: il lieve rialzo ormonale potenzia l’azione immunitaria, attiva delle reazioni fisiche di adattamento, migliora le capacità di concentrazione e di attenzione. Se invece lo stato di stress perdura: le sostanze rilasciate, le stesse che nella fase di stress iniziale producono effetti positivi, diventano nocive. Questo stadio caratterizza lo stress cronico nel quale si attivano dei meccanismi dannosi: tra questi, uno dei più importanti è la diminuzione o la soppressione della risposta immunitaria. In conseguenza a stati di attivazione emozionale, sono state scientificamente riscontrate importanti variazioni di parametri immunitari: depressione e ritardo nella sintesi di anticorpi o fenomeni patologici, come lo sviluppo di autoanticorpi, associati alle malattie autoimmuni. Uno stato di infiammazione cronica può inoltre associarsi a numerose altre patologie: malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Le evidenze sull’efficacia dello yoga, anche per quanto riguarda il contrasto dell’infiammazione cronica, sono state riassunte in un testo del 2016 dell’università di Harvard ed in una revisione pubblicata nello stesso anno che ha confermato l’efficacia dello yoga nel contrasto di numerosi fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso. Lo yoga infatti riduce i marker dell’infiammazione, potenzia le difese immunitarie e incrementa i livelli di anti ossidanti naturali del corpo, che a loro volta neutralizzano i radicali liberi (prodotti in seguito all’esposizione agli inquinanti ambientali ed ai raggi ultravioletti) che danneggiano il DNA, il metabolismo cellulare e i tessuti portando a lungo andare all’insorgenza di malattie.


Ansia e insonnia
La qualità e la quantità del sonno rappresentano un fattore cruciale per la salute. Al mattino, al momento del risveglio, possiamo sentirci freschi e pieni di energia, oppure sfiniti, intontiti e di cattivo umore. Per quanto riguarda la quantità, è stato calcolato che circa un americano su 4 dorme meno di 6 ore per notte, e questo può compromettere l’umore, l’efficienza lavorativa, la capacità di svolgere esercizio fisico e la qualità dell’alimentazione. Nel tempo, la deprivazione di sonno può incrementare inoltre il rischio di patologie circolatorie, sia a livello cardiaco che cerebrale, e di diabete. Dati scientifici sempre più consistenti confermano che lo yoga migliora il sonno, rendendolo più profondo e lungo e favorendo l’addormentamento, e consente anche di contenere il consumo di farmaci ed i relativi costi ed effetti collaterali.
Lo yoga facilita il sonno anche riducendo lo stress, l’ansia e l’iper-reattività, come mostrato da numerosissime ricerche scientifiche. Ad esempio, in uno studio basato sullo yoga Kundalini associato alla meditazione 20 persone con problemi di insonnia hanno effettuato una pratica di 30 minuti ogni sera, prima di coricarsi; al termine del training la durata del sonno era aumentata in media di 36 minuti e i risvegli notturni si erano ridotti. I problemi di insonnia tendono ad aumentare con il passare dell’età, ma in una ricerca su 35 persone di 60 o più anni, con una pratica quotidiana di due anni il tempo di addormentamento si è ridotto di 10 minuti, la durata del sonno è aumentata di un’ora e al risveglio i praticanti affermavano di sentirsi più riposati. Lo yoga risulta efficace anche nei casi di insonnia grave. Sembra esservi un effetto dose-risposta: in altri termini, più si pratica yoga più i disturbi si riducono mentre al contempo ci si sente più riposati al risveglio.


Malattie croniche
Diabete, obesità, patologie cardiovascolari. Lo stress cronico favorisce numerosissime patologie fisiche. La classica risposta da stress (attacca/fuggi), che si verifica quando l’organismo si trova a fronteggiare un pericolo (fisico o psicologico, reale o immaginario), diventa patologica quando è così prolungata da produrre un incremento costante della frequenza cardiaca e respiratoria, mettendo a dura prova le capacità del nostro sistema cardiovascolare. Essa si accompagna anche con un incremento dei livelli di glicemia, provoca la costrizione dei vasi sanguigni (innalzando la pressione sanguigna e danneggiando la parete delle arterie, se protratta per un tempo sufficientemente lungo), favorisce l’infiammazione ed incrementa l’aggregazione piastrinica facilitando la formazione di coaguli e di trombi. A lungo andare, questo aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e diabete. Inoltre l’inattività fisica, in costante preoccupante aumento nella popolazione occidentale, è una delle cause del sovrappeso e dell’obesità, che a loro volta favoriscono ulteriormente le malattie cardiache e metaboliche sopra ricordate. Lo yoga può indurre modificazioni positive dei parametri associati al rischio cardiovascolare (agendo su pressione arteriosa, obesità addominale, profilo lipidico e della coagulazione, insulino-resistenza, parametri correlati con lo stress ossidativo e iperattivazione del sistema nervoso simpatico) e migliora i profili di rischio nel diabete mellito di tipo 2 e altri parametri clinici e laboratoristici. 
Lo yoga può contrastare il rischio di malattia cronica agendo a molti livelli, ad esempio attraverso la riduzione dello stress e l’aumento dell’attività fisica. Inoltre molto spesso i praticanti yoga col tempo acquisiscono anche altre abitudini salutari, prima fra tutte quella di migliorare la qualità della propria alimentazione e di favorire la riduzione di abitudini poco salutari.
Sono stati addirittura riportati effetti benefici a livello della struttura del DNA, correlati con un aumento dell’aspettativa di vita.3 Uno studio ha cercato ad esempio la comparsa di modifiche del genoma dopo sessioni anti stress (con mantra, respirazione, rilassamento, meditazione) in praticanti esperti e in principianti, misurando la trascrizione dal DNA prima, subito dopo e 15 minuti dopo una sessione. Sia nei praticanti esperti che nei principianti si è osservato tale effetto (maggiore negli esperti) con modifiche del metabolismo nella cellula, della secrezione di insulina e dell’espressione dei geni correlati con le vie metaboliche dell’infiammazione e dello stress.
Pratiche millenarie anti-stress (AS) come la meditazione, lo yoga, la ripetizione di preghiere o mantra hanno un’efficacia terapeutica contro l’ipertensione, l’ansia, l’insonnia, i disturbi connessi con l’invecchiamento. Si è potuto mostrare che stimolare risposte AS può migliorare la produzione e l’utilizzo di energia (mitocondri) migliorando la resilienza cellulare e la funzione insulinica.
Le evidenze disponibili sull’efficacia dello yoga sono state riassunte nel già citato testo specifico pubblicato dall’università di Harvard3 ed in una revisione del 2016 (metanalisi di 37 studi randomizzati controllati) che ha confermato l’efficacia dello yoga nel contrasto di numerosi fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso.


Cadute e fratture nell’anziano
Lo yoga (insieme con il Tai Chi e il Qi Gong) viene inserito, nelle linee guida dell'American College of Sports Medicine, tra gli esercizi per incrementare la flessibilità, la resistenza, l'equilibrio e la forza.18,41 Queste attività sono particolarmente utili per gli anziani, per contrastare l’osteoporosi e ridurre il rischio di cadute e di fratture, ma sono fortemente consigliate anche in tutte le altre fasce d’età in quanto l’effetto preventivo risulta tanto maggiore quanto più precocemente si inizia a praticarle.


Mal di schiena
Il mal di schiena è uno dei più comuni problemi di salute nella popolazione adulta-anziana. Si calcola che 4 persone su 5 ne soffrano nel corso della vita. Oltre 10 milioni di italiani di ogni età soffrono di mal di schiena, dolori al collo e agli arti superiori, e la maggior parte di loro non ha ancora trovato il rimedio giusto per contrastarli. La maggior parte dei problemi articolari non è dovuta a patologie osteo-articolari ma alla tensione muscolare di origine nervosa. All’origine c’è un meccanismo psicologico che blocca l’emergere di certe emozioni (ansia, rabbia, paura del dolore o di una reale malattia muscolo-scheletrica); in sostanza, la mente «si distrae» da una sofferenza più profonda colpendo muscoli, nervi, tendini e legamenti.
Lo yoga può giocare un ruolo rilevante per prevenirlo e, se già presente, per rendere consapevoli gli individui del meccanismo interiore scatenante e per aiutarli a superare il dolore in tempi brevi, dell’ordine di 2-6 settimane. Nel 2013 è stata pubblicata una metanalisi di 10 studi randomizzati e controllati che ne ha mostrato l’efficacia a breve e a lungo termine. Dal 2007 lo yoga è stato incluso nelle linee guida dell’American Society of Pain, che invita i medici a raccomandare lo yoga nei pazienti con mal di schiena di lunga durata. Anziché stare fermi a letto durante gli attacchi, non è più consigliato il riposo prolungato, che apparentemente riduce il carico sulla colonna ma in realtà induce una contrattura e una perdita di allenamento muscolare, la cosiddetta “sindrome miositica da tensione”, che a lungo andare cronicizza la patologia. Quanto prima ci si alza dal letto, riprendendo gradualmente a muoversi, tanto più rapidamente scompare il dolore.
Lo yoga aiuta ad alleviare il mal di schiena aumentando la flessibilità e la forza muscolare ed incrementando il rilascio di endorfine. Inoltre è utile in quanto facilita il rilassamento, riduce lo stress ed aumenta la consapevolezza. In uno studio sessioni di 90 minuti di yoga per 24 settimane hanno ridotto il dolore del 56% e i 43 soggetti trattati hanno anche sperimentato minori sintomi depressivi e disabilità rispetto ai 47 assegnati al gruppo di controllo.28 Inoltre i praticanti yoga hanno riportato un minor utilizzo di farmaci. 6 mesi dopo il termine dello studio il 68% dei trattati continuavano a praticare.


Medicina di genere: maschile e femminile
Lo yoga da sempre differenzia le pratiche in base al genere, maschile o femminile, del praticante. Da qualche decennio sempre di più la visione di genere sta prendendo piede in occidente, con una visione più ampia che non si limita a prescrizioni o divieti (ad esempio in rapporto con le fasi del ciclo mestruale della donna) ma ragiona sull’unità mente corpo, che non può che essere diversa nella donna e nell’uomo dato il diverso assetto anatomico, ormonale, metabolico e psicologico. Maschi e femmine differiscono nel modo di prendersi cura della propria salute, rispondono in modo diverso ai farmaci ed hanno un maggiore o minor rischio di ammalarsi delle diverse patologie. Quello che lo yoga sa da migliaia di anni viene oggi riconfermato dagli studi della medicina occidentale, ed è importante che gli insegnanti ne siano a conoscenza e trasmettano questa consapevolezza ai loro allievi.
Inoltre lo yoga può essere un efficace fattore di cura e prevenzione di disturbi specificamente maschili (come problemi di erezione o altri disturbi sessuali) o femminili (correlati ad esempio con il ciclo mestruale, la gravidanza o la menopausa). Ad esempio negli anni della menopausa le donne sperimentano spesso “vampate”, sudorazione notturna, insonnia ed altri sintomi disturbanti. Gli studi sugli effetti benefici dello yoga hanno dato risultati incoraggianti.


Riabilitazione dopo ictus cerebrale
L’esercizio fisico è ampiamente utilizzato per la riabilitazione di pazienti con ictus cerebrale (stroke). Studi recenti forniscono evidenze dell’utilità dello yoga in questo contesto; in una ricerca 58 casi di stroke sono stati suddivisi in un gruppo di controllo (che ha praticato la riabilitazione convenzionale) ed un gruppo che oltre alla riabilitazione standard ha praticato sessioni di yoga per 12 settimane; gli effetti dello yoga sul recupero delle abilità cognitive e motorie (mediante il monitoraggio del flusso di ossigeno cerebrale, dell’attività elettrica cerebrale e della scala di Barthel per la valutazione del livello di autonomia) hanno evidenziato un miglioramento significativo delle competenze motorie e cognitive nel gruppo assegnato allo yoga, connesso con l’incremento dell’ossigenazione cerebrale e della conduzione nelle terminazioni nervose del sistema di innervazione motoria.


Praticare in sicurezza
Come qualsiasi altro esercizio fisico la pratica yoga non è priva di rischi. Alcune pratiche non sono adatte a tutti. E’ fondamentale per l’insegnante apprendere eventuali controindicazioni di alcune asana, sapere come adattare gli esercizi alle singole persone in base all’età e allo stato di salute, lavorare sulla postura e sulla respirazione corretta. Ad esempio, è importante evitare posizioni particolari in singoli soggetti portatori di patologie cardiovascolari o ipertensione (un esempio classico: posizione del pesce, shoulderstand – sarvangasana - o headstand - sirsasana, esercizi peraltro sconsigliati anche in chi soffre di patologie a carico della colonna cervicale.).
Ahimsa, primo yama di Patanjali e fondamento dello yoga, corrisponde ad uno dei fondamentali principi guida per gli insegnanti, e non è distante da quanto affermato da Ippocrate: “Mi asterrò dal recare danno e offesa”. Patanjali sottolinea inoltre il fatto che le asana devono equilibrare sforzo e naturalezza, stabilità e rilassamento.
In sintesi, praticando yoga bisogna usare cautela: esercitarsi lentamente, rispettare i propri limiti ed evitare di entrare in competizione con se stessi e con gli altri praticanti. Questi concetti possono sembrare ovvi all’insegnante, che pratica la disciplina da molti anni, ma vanno trasmessi con chiarezza a tutti i discenti, specialmente ai “nuovi arrivati”.
E’ anche abbastanza frequente che la pratica regolare dello yoga diminuisca la necessità di farmaci (antipertensivi, ansiolitici, farmaci per il diabete e così via). Può accadere che dosi precedentemente adeguate portino ad un abbassamento eccessivo della pressione o della glicemia. Questo cambiamento, in genere graduale, può a volte manifestarsi rapidamente, specie se si pratica molto fin dall’inizio. Non è consigliabile cambiare il dosaggio del farmaco senza consultare il medico curante.



Moduli formativi:

Abitare il corpo

Efficacia dello yoga, della meditazione e della medicina integrata a supporto della salute: le attuali evidenze scientifiche.

Sereni senza farmaci
I rischi dei farmaci e l’utilizzo di yoga, meditazione e stili di vita per combattere lo stress. L’intestino felice: l’importanza di una corretta alimentazione
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Alcuni dei temi trattati: prebiotici e probiotici, omega 3, alimentazione e cancro, sindrome metabolica, importanza di alcalinizzare la dieta; queste misure possono utilmente integrare gli esercizi dello yoga, in particolare quelli che lavorano sul terzo chakra, sulla muscolatura del ventre e sulla respirazione addominale.

La salute nelle tue mani

La consapevolezza del rapporto tra salute e stile di vita e l’importanza di scelte consapevoli sia nella prevenzione che nella terapia.

I segreti della colonna. Prevenire e curare il mal di schiena e l’osteoporosi: evidenze scientifiche e indicazioni per gli insegnanti.

La salute ha due facce: maschile e femminile. La medicina di genere: yoga, conoscenze di base della fisiologia femminile e maschile, salute nell’uomo e nella donna alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.

Menopausa felice. 
Affrontare e prevenire i disturbi della menopausa.
La prevenzione delle malattie croniche. 
Le evidenze scientifiche sul ruolo dello yoga nella prevenzione delle principali patologie croniche: malattie cardiovascolari, disturbi osteo-articolari, osteoporosi, malattie autoimmuni, tumori...



Struttura delle lezioni e programma preliminare
:

Luoghi di svolgimento:

due corsi indipendenti, uno a Verona e uno a Sestri Levante (Ge)
   
•    DUE WEEKEND a Sestri Levante, h 10-17 (un’ora di pausa pranzo) = 24 ore totali per 8 
moduli (3 ore/modulo) 
   
•    DUE WEEKEND a Verona h 10-17 (un’ora di pausa pranzo) = 24 ore totali per 8 moduli (3 ore/modulo) 



Costo:
60 euro ad incontro per soci Yani, 70 euro per non soci (minimo 10 partecipanti) 

E’ possibile la partecipazione anche a singoli moduli (l’attestato verrà rilasciato solo se raggiunto il numero minimo di ore previste)
Le insegnanti sono disponibili per altri corsi, con tutti o parte dei moduli, anche in altre località italiane, con modalità da concordare 


Date:
•    Sestri Levante (GE) 16-17 febbraio e 16-17 marzo 2019 
   
•    Verona: 1-2 dicembre 2018; 12-13 gennaio 2019 




Numero di ore previste 24

Margine di assenze consentite 6




RELATORI:


Susanna Morgante, medico e neurologo; 
Maria Elena de Ceglia, insegnante di yoga e ingegnere biomedicale

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Curriculum delle docenti:


Susanna Morgante
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ESPERIENZE PROFESSIONALI
: Medico, specialista in medicina interna e neurologia; si è occupata dal 2003 al 2016 di promozione della salute, del movimento e degli stili di vita sani nella ASL di Verona. Ha sviluppato una riflessione critica sulla medicina ufficiale, sull'abuso di farmaci, sulla possibilità di un approccio alla salute basato sulla prevenzione più che sulla terapia. Ritiene cruciale la presa in carico della propria salute da parte di ciascuno di noi, invece di delegarla in toto agli specialisti e al sistema sanitario. Non esclude l'utilizzo della medicina "ufficiale" ma crede in un approccio integrato in cui sia la persona a scegliere consapevolmente in modo informato ed auto centrato. 
Ha frequentato dal 1987 al 1988, presso il reparto di Neurologia dell'ospedale di Borgo Trento, gli incontri settimanali di formazione psicologica al rapporto medico-paziente secondo la metodologia Balint.
Training psicoanalitico dal 1994 al 2009. 
Dirigente medico presso l’ULSS 9 (ex ULSS 20) di Verona dal 1993 al 2016. Dal 2010 al 2016 è stata responsabile del programma regionale veneto di promozione dell’attività motoria “Muoversì”. Coordinamento e segreteria scientifica delle giornate di formazione sull'attività fisica per MMG e operatori della sanità pubblica, organizzate dalla Scuola Regionale di Formazione in Medicina Generale e dal Dipartimento di Prevenzione di Verona: 19 eventi formativi in 14 ULSS del Veneto (2007/8)
Da molti anni è impegnata in attività divulgative riguardanti gli stili di vita sani (yoga, meditazione, movimento, alimentazione, integrazione mente-corpo etc.). Attualmente nell’ambito dell’attività di promozione della salute “Prevenire e curare (anche) senza farmaci” gestisce la pagina FB www.facebook.com/anchesenzafarmaci/ e collabora con la Libreria Cooperativa Libre! (membro del consiglio di amministrazione). Docente presso l’Università per la III età e la formazione permanente del comune di Verona dal 2006 ad oggi.
 Pratica Yoga dal 2010 (Yoga Kundalini, Hatha Yoga e Himalayan Yoga). Ha seguito corsi di yoga e meditazione in Italia, Grecia e India.


Maria Elena de Ceglia.

Ingegnere biomedicale e insegnante di yoga, due percorsi in parallelo che hanno alimentato la mia carriera professionale. Da sempre ho tentato di dare un approccio scientifico al mondo dello yoga. Un approccio che servisse a fornire aspetti che spesso vengono sottovalutati per mancanza di conoscenza. Tutto questo lasciando in primo piano un aspetto meditativo e di consapevolezza profonda. Con la collaborazione di professionisti nel settore medico sto riuscendo a diffondere questa visione dello yoga.

ESPERIENZE PROFESSIONALI
: Marzo 2002 a oggi: insegnante di Yoga e consulente in ambito biomedicale. Libero Professionista In ambito Yoga:
Fondatrice e Presidente Fondazione Yoga – associazione culturale con sede operativa a Sestri Levante (Ge). Insegnante di Yoga, gestione della parte burocratica e amministrativa, coordinamento delle attività
Insegnamento dello Yoga – attività professionale disciplinata ai sensi della L. 14 gennaio 2013, n.4
. Docente in ambito dei seminari “Prevenire e curare (anche) senza farmaci” in collaborazione con professionisti nel settore medico, a partire dal 2015.
 Revisione richiesta dalla Gabrielli Editori del libro “Lo yoga come via” – Silvana Panciera. Fondatrice e membro CdA di Chora – associazione culturale con sede operativa a Affi (Vr).
Attività di collaborazione con scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di secondo grado per la promozione della cultura, della creatività e l’importanza dello yoga.